Storia

Camel for PERL

LiDiA è un laboratorio virtuale, ospitato dal Dipartimento di Scienze della Comunicazione - Sapienza Università di Roma.
Nasce dalle riflessioni, dalle discussione e dalle esperienze congiunte di diverse persone in diversi luoghi.

Storicamente, il primo nocciolo di riflessione ha a che fare con un seminario di tre giorni dedicato ad uno specifico ambiente di programmazione nel 1999 THUG 99. In quel contesto abbiamo cominciato a ragionare degli aspetti puramente estetici della programmazione, sugli stili, sulle differenze.
Un passo successivo è stato compiuto organizzando il seminario su Zen e arte della programmazione" in occasione dell'Hackmeeting 2000 presso il Centro Sociale di Forte Prenestino, e ripetuto dieci anni dopo (Programmare è un po' narrare?") nel 2010, in cui abbiamo affrontato le idiosincrasie, le visioni personali, le proiezioni narrative.
Quindi seguono una serie di incontri e seminari "accademici", come quello a Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma (2007), quello presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara (Maggio 2010), e quello presso il Dipartimento di Informatica Umanistica dell'Universita' di Pisa (Ottobre 2010), in cui abbiamo ripreso i fili delle riflessioni e delle azioni da un lato delle correnti della Digital Art, dall'altro dell'Informatica Umanistica, e abbiamo cercato di ricostruire un quadro unitario.
Un progetto collegato che sta prendendo vita è quello di realizzare un esposizione dedicata al codice sorgente come testo. Esposizione dedicata tanto a programmatori in cerca di consapevolezza più ampia del proprio lavoro quanto a profani che pensano la programmazione come un'attività di pura speculazione logica.



Progetto

Splash

L'idea al centro: analizzare il contenuto stilistico e linguistico del codice sorgente è disegnare i confini e i metodi di una nuova area di ricerca, che applica i metodi e i concetti della linguistica ai linguaggi di programmazione dei computer in una visione trasversale e più ampia che li inserisce nel quadro della attività sociali di comunicazione.
Il progetto può essere descritto come la scoperta di un continente sconosciuto: quello dei codici sorgente dei programmi.
Più di 50 anni di letteratura, più di 2000 lingue diverse. Un corpus di testi dalle dimensioni quantitative enormi (l'archivio su web più noto di software OpenSource, Sourceforge, contiene quasi un milione di "libri" diversi relativi solo agli ultimi 5 anni).
Eppure nessun'indagine, nemmeno di ricognizione, è stata condotta finora da un punto di vista scientifico.

Il primo passo sarà quello della costituzione dell'oggetto scientifico. Ci poniamo le domande di ogni ricercatore che scopre un nuovo territorio:


  • ha le caratteristiche richieste da un oggetto "scientifico" (osservabile, complesso, nuovo e sorprendente)?
  • è possibile applicarvi modelli/metodi esistenti in altri campi?
  • è possibile sfruttarlo?

Se deve essere studiato, come oggetto scientifico, e diffuso didatticamente, il secondo passo è preparare e mettere in campo un'équipe di ricercatori dotati di strumenti adeguati:


  • come può essere analizzato? con che tipo di strumenti (quantitativi, qualitativi)?
  • da chi (con quali competenze) può essere analizzato?
  • quali risorse sono necessarie? Persone, ambienti, macchine; ma anche relazioni ecc..

Il terzo passo è costituito dalla verifica delle prime ipotesi di lavoro e delle ricadute positive:


  • si possono evidenziare stili personali, o di scuola, o di periodo, o di area geografica, attraverso un'analisi di indicatori lessicali e stilistici?
  • si possono istituire paralleli con le altre storie dei "testi" (non solo con la storia della letteratura, ma anche con la storia della musica, del teatro, della pubblicità)?
  • si possono applicare al codice sorgente i concetti e i metodi della linguistica testuale, della linguistica attanziale, della retorica?
  • si può immaginare una didattica della programmazione che tenga conto della natura di testi dei codici sorgenti, e quindi promuova competenze testuali e autoriali nei programmatori?

Documenti

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In queste pagine trovate alcuni documenti prodotti all'interno del progetto.
Il Laboratorio è coordinato da Stefano Penge, che è l'ideatore e l'autore dei documenti raccolti in questo mini-sito.

Documenti originali: Una serie di documenti di riferimento per ricostruire il contesto (Black, Broeckman, Cramer, Deimel, Hopskins, Jaromil, Knuth, Wall,...) :

Autori

fili

Hanno collaborato a questo laboratorio Maurizio "Graffio" Mazzoneschi, che ne è coideatore, e Francesco Fagnini di Lynx, Andrea Sterbini del Dipartimento di Informatica dell'Università La Sapienza e gli studenti del Master in Mutimedia Education del Dipartimento di SCienze della Comunicazione, Università La Sapienza, edizione 2011.

Stefano Penge è laureato in Filosofia della Scienza. Si occupa di apprendimento e tecnologie digitali dal 1987.
Ha letto e scritto codici sorgenti in molteplici linguaggi (LISP, Prolog, Pascal, ActionScript, Openscript, PHP, Javascript). Collabora come docente con il Dipartimento di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma.
E' tra i fondatori di Lynx s.r.l., una software house romana impegnata nella ricerca e sviluppo nel campo delle applicazioni delle tecnologie digitali all'apprendimento.

Prossimi passi

Stiamo lavorando all'idea di una mostra dedicata all'estetica del codice sorgente, a quella di un ebook antologico e a quella di un corso di specializzazione. Gli aggiornamenti saranno pubblicati su questa pagina.

Vuoi collaborare?

Se hai idee, documenti, frammenti di codice sorgente, studi da segnalarci, contattaci all'indirizzo sotto riportato

stefano.penge chiocciola gmail.com