Parigi dice no alla copia privata

E’ lecito inserire sistemi anticopia nei contenuti distribuiti tramite cd.
E’ questa la sentenza emessa dalla corte di cassazione francese
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Con questa sentenza di pochi giorni fa la corte di cassazione da ragione all’industria dello spettacolo che lamenta i gravi danni che provoca la disseminazione illegale e penalizza i consumatori che si vedono negare la possibilita’ di effettuare copie di cd, regolamente acquistati, anche a scopo privato. Inoltre a volte i sistemi anticopia impediscono il corretto funzionamento dei CD con molti dei lettori in commercio. Un netto passo avanti dei sistemi di DRM (Digital Right Managment) che impediscono (salvo l’uso di particolari tecniche per aggirarlo) la copia non autorizzata. La sentenza ha come conseguenza anche la non obbligatorieta’ di dichiarare la presenza di sistemi DRM nei contenuti acquistati.

La cassazione annulla cosi’ una precedente sentenza del tribunale di Parigi che aveva dato ragione alle associazioni di consumantori che avevano intentato una causa contro i distributori FNAC e AUCHAN, e contro alcune major (EMI, Warner e Universal) lamentando l’impossibilita’ di ascoltare CD acquistati con molti dei player e lettori CD piu’ diffusi. Il tribunale aveva imposto una espicita dicitura per i contenuti protetti con DRM: “Attenzione, questo CD non può essere letto da tutti i player o lettori di CD per automobile”.

Ora con questa sentenza della cassazione i consumatori vedono di nuovo calpestati i propri diritti.

Anche in Italia la polemica sui contenuti protetti da sistemi anticopia e’ alta, tanto che l’associazione dei consumatori “Altroconsumo” ha diffidato le major dal continuare a produrre CD dotati di sistemi anticopia.

altre info:
http://punto-informatico.it/p.asp?i=58199
copia della sentenza
definizione di DRM da wikipedia

 
informazione_digitale/parigi_dice_no.txt · Ultima modifica: 2006/09/14 19:27
 
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